| Schülerberichte - 2012 |
Titolo: Servizio fotografico alla Fiera di Lipsia
Autore: Max Frank
Traduttore: Arianna Martin
www.spaceeducation.de
Leipzig, 15 febbraio 2012
Ieri sera Vicky, il mio co-pilota ed io, che facciamo parte della squadra Germania 1, siamo arrivati. Oggi, abbiamo davanti a noi una giornata importante. Per la prima volta oggi incontro gli studenti italiani che frequentano il workshop invernale presso l´ISEI. Dopo esserci ritrovati alle 9 all’ISEI c'è stata una breve riunione. E´ in programma un servizio fotografico con un fotografo professionista e non può andare male.
Nadin ha accompagnato gli italiani alla Fiera di Lipsia con il tram, perché non c´erano abbastanza posti in macchina. Con l´auto ci siamo rapidamente fermati in un negozio di articoli sportivi per sostituire delle scarpe da ciclismo rotte, perché ne avevamo bisogno per Vicky.

Quando siamo arrivati, al centro espositivo ci attendeva il custode del padiglione, che ci ha accompagnati allo spazio espositivo di 10.000 m2 che avremmo potuto usare. Vicky ed io abbiamo preparato il nostro moonbuggy e abbiamo percorso un po´ di giri. Nel frattempo, Ralf ha aiutato Seegner, il fotografo, a sistemare la sua attrezzatura per fare una foto perfetta.
Al momento giusto poi sono arrivati gli italiani, Julius, Tobias, Erik e Nadin. Poi tutti si sono messi in fila davanti al fotografo. Con loro ci siamo divertiti molto sul set. Si poteva quasi sentire l´eccitazione della gara. Dopo di noi era il turno della seconda squadra della Germania e di quella Russia. In un corridoio di vetro che si trova tra un padiglione e l´altro sono state scattate le foto di ognuno come individuo ma anche in gruppo come squadra.
Dim lights
In quegli attimi iniziava il momento clou della giornata.
Fuori della Fiera i membri dei team hanno raccolto la neve fino a farne una montagnola. A quel punto dovevo attraversarlo con il Moonbuggy.
Dopo un giro di prova, si poteva iniziare. Vicky ed io abbiamo dato l´inizio alla serie di corse attraverso il cumulo di neve. Tutti i membri del team erano divertiti. Il Moonbuggy è entrato completamente nella neve facendola volare attorno a noi. In realtà, ero pronto a saltare ma alla fine non ce n´è stato bisogno. Il Moonbuggy era completamente avvolto nella neve, uno spettacolo bianco.
Ma così si può arrugginire, così l´abbiamo pulito dalla neve nonostante io e Vicky abbiamo fatto un altro giro dopo.
Abbiamo fatto una breve sosta dai miei nonni. Da loro ho preso un sacco di viti appropriate per il Moonbuggy, in modo che sia di buona qualità e che nessuno si ferisca. Dopo quattro ore eravamo di nuovo a casa.
Il servizio fotografico è stato assolutamente fantastico. Anche tutti gli altri membri del team è piaciuto farne parte. Gli italiani hanno un fatto un grande tifo per noi anche dopo il 30° scatto. Nel complesso è stata una giornata di successo con una foto intitolata “Migliore sulla neve”, con la quale vogliamo far sudare gli avversari.
|
Titolo: Ganimede come il Greased Lightning
Ralf Heckel, direttore dell´istituto educativo aerospaziale (Isei) con sede a Lipsia, ha riacceso i motori: direttamente di ritorno dalla Russia, ingrana una marcia in più, così le sue squadre possono davvero andare avanti nei preparativi per il Moonbuggy Race negli Stati Uniti, a Huntsville. Nel mese di aprile il via della gara organizzata dalla NASA, che si compete su un tracciato a ostacoli con speciali biciclette a quattro ruote costruite interamente dagli sfidanti. Per sei anni, le squadre ISEI hanno gareggiato piazzandosi anche sul podio. Heckel alimenta la motivazione: "Si basa sul lavoro di persone di alto profilo", dice il presidente dell´associazione. Heckel si riferisce agli esperti dell´azienda aerospaziale Energia che l’hanno accompagnato alla sua recente visita alla città di Korolev vicino a Mosca; un talento giovane, solido presso l'Istituto e ne ha elogiato soprattutto il loro orientamento internazionale. Perché ora fanno parte dell´Isei anche diversi studenti russi, stabiliti regolarmente presso la sede dell'istituto in Würznerstr. 4 che hanno già partecipato al Moonbuggy Race 2011 e sono andati a Huntsville con il resto della squadra tedesca. Nella rapida competizione a Huntsville, questa volta ci saranno quattro squadre: due squadre “Germania” con giovani da Lipsia e dalla regione circostante, una squadra “Russia” tra cui Zakutin e Tarasov, e inoltre una squadra “India” che ha iniziato l´esperienza Moonbuggy nel 2011 presso l’Isei. Heckel: "Parteciperanno con un modello che è più rustico delle nostre auto." Uno di loro é ora a Bakum, nella regione Münsterland. Lì, l´originario di Lipsia Max Frank studia per diventare tecnico della comunicazione nel settore automobilistico e si sta preparando per Huntsville allenandosi andando in giro per la sua regione. Il 19enne appartiene al nucleo centrale dell’Isei dal 2010. Attivo dapprima come allenatore della gara, nel 2011 ha partecipato come pilota al percorso di 1,3 km arrivando al quarto posto. Alcuni degli ostacoli sono stati toccati, e ha ricevuto alcuni secondi di penalità. Questa volta non vede l´ora di fare meglio. Heckel spera che Frank Ganimede corra più veloce del vento. Nei prossimi giorni all´Isei è previsto il campo invernale per i primi studenti italiani. Gli studenti vengono da Venezia. Per loro, Heckel ha predisposto un ricco programma: visite a luoghi di storia spaziale, l'osservatorio originale a Goseck o affiliati tramite l'osservatorio dell´Isei a Kletzen. E poi c'è un corso: Moonbuggy per principianti. Descrizione della foto: Da Mario Beck il 02/03/2012, (c) Leipziger Volkszeitung
Titolo:Max Frank cerca una co-pilota per la sua Luna-mobile
Max Frank corre su curve strette senza freni. Il 19enne continua a non rallentare, anche quando ha perso i piedi che spingevano le due ruote posteriori. Poi all´improvviso si capisce esattamente cosa intende dire quando parla di fiducia all'interno di una squadra Moonbuggy. Allo stesso tempo il piccolo tour della città di Bakum non è niente di più di una corsa tranquilla.
There are no translations available. Elektroautos mit Flügeln Ralf Heckel Moskau, 11.1.2012
Natürlich will ich auch in dem Elektro-Buggy sitzen und zwänge mich in den Käfig. Es geht ganz leicht. Da ist kein Anlassergeräusch. Man gibt Gas und flitzt davon. Wahnsinn! Man ist sich einig, dass wir dieses Element und diese Werkstatt in unsere Berufspraktikums-Angebote als Auslandsmodul mit einbauen. Nun zeigt uns Roman noch den Fliegerclub. Vier neben- und übereinander gestapelte Container ist alles was ich im Schnee sehe. Dann geht die Tür auf. Darin befinden sich ausgewachsene Werkstätten für Maschinenbau, Leichtbau und eine Nähstube. Neben den Drehmaschinen stehen 3 Ultraleichtflugzeuge. Sie besitzen je einen 4-Zylindermotor, 2 Sitze und eine kleine Pilotenkanzel. Ein Rohrgestänge aus Aluminium hält alles zusammen. Die 6-meter-Flügel aus Fallschirmstoff sind wegen den fehlenden Platzes nicht aufgebaut.
Während eines Rundganges durch alle 4 Container wird mir schnell klar, dass hier Profis mit Herz am Werke sind. Alles vom Sitzbezug über die Gestänge bis zum Umbau des Motors wird selbst gemacht. Roman erzählt vom BTZ in Borsdorf, unserem Moonbuggy und dem Austauschprogramm. Schnell in sich die Flugzeugbauer einig – „Wir laden Eure Schüler hierher zum Praktikum ein. Zur Belohnung für die Besten gibt es einen 1-Tagesflug über die sommerlichen Wälder Moskaus.“ So beschließen wir bei einem herzhaften Schaschlik-Spieß das nächste Modul für unser internationales Austausch-Praktikum. Es wird über einen neuen Prototyp nachgedacht, ein Elektroauto mit Moonbuggy-Leichtbau und Deltaflügel als Elektro-Ultraleichtflieger mit Fahreigenschaften. … So etwas wäre dann schon Filmreif für James Bond!
There are no translations available. Die Deutsche Schule und das Deutsche Dorf in Moskau Ralf Heckel Moskau, 11.1.2012
Im Hotel „Bega“ (Pferderennen) schlief es sich gut. Ohne Zeit zu verlieren machen wir uns auf. Jewgeni zeigt mir den kürzesten Weg zur Metro. Dennoch werden die Leipziger Füße müde, es werden 3-4 km – für Moskau ein Bruchteil der Länge einer Haltestelle. Dann verschlingt uns das ratterne Getriebe der U-Bahn-Tunnel. Unser erstes Ziel ist die Deutsche Schule Moskau, ein Gymnasium für Kinder von Regierungs-, Botschafts- und deutschen Firmenangestellten. Auf der Anhöhe hinter den Spatzenbergen taucht die vertraute Kulisse auf, welche für Hunderte deutscher Kinder eine Heimat ist. Zwischen hochragenden Häusern fügt sich das deutsche Dorf ein. Ein Drehkreuz mit Codeschloss lässt jeden draußen, der nicht hineingehört. Dieses Gebiet gehörte einmal zur DDR und nun wohnen, arbeiten und leben die Vertreter der Bundesrepublik hier. Alles ist neu und gepflegt. Man sagt im Volksmund dazu „Nemetzki Derewnja“ (deutsches Dorf)
Nur einen Katzensprung weiter, vorbei an spielenden Kindern im Schnee, befindet sich das Verwaltungsgebäude der Firma Baugrund GmbH. Die Direktorin dort ist ehemalige Leipzigerin und verwaltet fast alles was mit Häusern und Grundstücken für deutsche Regierungsprojekte zu tun hat. Sie hat 400 Wohnungen im deutschen Dorf unter sich, Liegenschaften in Moskau, Sanierungsobjekte für deutsche Firmen und auch Grundstücke in der jungen deutsch-russischen Autobauer-Region Kaluga.
Der Tag hatte einen erfrischenden Start und war ein Beweis dafür, dass aktiven Menschen kein Stein im Weg liegt und keine Überraschung ungelegen kommt. Wir fahren ohne Mittagessen weiter zu Roman in die Elektroauto-Prototypenproduktion. |































































